«Lo scritto del Quesnel è concepito dal punto di vista francese, cioè scettico. C'è tre sorta di spiritisti, egli dice: i ciarlatani, gli ammalati, gli sciocchi. Gli ammalati possono suddividersi in molte classi che interessano ugualmente il medico e il pensatore. In questo caso, dove termina la ragione e comincia la pazzia? Dove termina lo spiritualismo e comincia lo spiritismo? C'è fra quei due stati della intelligenza umana, c'è fra queste due dottrine un vero limite di divisione?

«La signora Giorgiana Houghton, della quale il Quesnel esamina tre opere — Serate spiritiche, prima e seconda serie, Cronache della fotografia spiritica — è un'ammalata. Gracile, sensibilissima, di una fede esaltata, di una pietà estrema, essa era disposta, per temperamento, alle allucinazioni dello spiritismo. Infatti, appena iniziata, diventò un medium dei più valenti. La sua specialità fu il dipingere frutta e fiori sotto l'impulso delle anime dei morti. Quelle frutta e quei fiori simboleggiavano queste. Un entusiasta la chiamò un giorno: la sacra simbolista; e da allora in poi tutti gli adepti non la chiamarono altrimenti.

«La signora Houghton non si arrestò qui. La dualità di coscienza, prima, l'elevazione materiale poi sono tra i fenomeni più rari ch'essa abbia provati. La ingenuità del suo racconto è meravigliosa: «Io non dimenticherò mai la dolorosa sensazione morale da me provata un giorno, una sensazione molto simile a quella prodotta dalla vista d'un dolore che non possiamo alleviare. Dopo seppi che in quella stessa ora la regina aveva visitato il luogo dove nacque il principe Alberto, e che era stato il principe che avea sofferto in me.» — «A cotesta epoca io potevo fare lunghissime corse senza che i miei piedi toccassero terra. Avevo l'aria di camminare come tutti gli altri, ma restava sempre qualche distanza tra il terreno e la suola delle mie scarpe. Qualche volta questo mi accadeva senza che io lo avessi chiesto: qualche altra, lo chiedevo e mi veniva sempre accordato».

«Tutto questo può classarsi tra i fenomeni ordinari del sistema nervoso ammalato.

«Le Confessioni di un medium ci trasportano fra i ciarlatani spiritici. L'autore di queste rivelazioni che non mette il suo nome sul frontispizio del libro, dice di chiamarsi Parker. Spiritista convinto ed entusiasta, un giorno vien cercato dal celebre medium americano Thomson che nel 1879 percorreva l'Inghilterra. Il Thomson voleva associarselo come conferenziere; egli avrebbe fatto le materializzazioni, come dicono gli spiritisti nel loro linguaggio.

«L'americano ripeteva con grandissima abilità i giuochi di prestigio di altri pretesi mediums, del Goodman, del Morton, dei famosi fratelli Dawenport; e, da principio, il Parker fu ingannato da lui al pari di quel pubblico ch'egli, senza saperlo, contribuiva ad ingannare, aiutando il Thomson in certe piccole malizie quando gli spiriti erano lenti.

«Quello che il Parker racconta della ciurmeria di questo medium è meravigliosamente buffo. Arrivò perfino a dare ad intendere che cavava la maschera dagli Spiriti; e si trovarono dei frenologhi, spiritisti si capisce, che fecero, seriamente, osservazioni scientifiche sulle protuberanze frontali degli spiriti Akosa e Lilly.

«Tutto questo, esclama il Quesnel, accadeva l'anno scorso! E l'anno scorso appunto, in Inghilterra, negli Stati Uniti, nel Belgio si assisteva con raccoglimento alle sedute dove gli spiriti si fotografavano e si modellavano da loro stessi; e si credeva prossimo il tempo in cui lo spirito si materializzerebbe, e la materia non avrebbe più resistenza, e la morte diventerebbe una stessa cosa con la vita!

«Però il signor Quesnel ha dimenticato di accennare un fatto importante, quello cioè che in Inghilterra e in Germania i fenomeni spiritici han trovato scienziati serî, i quali non hanno temuto di compromettere la loro fama, sottomettendo quei fenomeni all'osservazione scientifica positiva, come qualunque altro importante fenomeno naturale. Il Wallace, per esempio, ha già dichiarato: che, fatta la parte della patologia e quella del ciarlatanismo, rimane sempre nello spiritismo una grande quantità di fatti intorno ai quali la scienza non può ancora pronunziare la sua ultima parola.»

Alcuni giorni dopo ricevetti e pubblicai nello stesso giornale una bellissima lettera che richiamava specialmente l'attenzione degli scienziati sopra un genere di fatti non meno notevoli e strani delle tavole giranti e parlanti e delle apparizioni dei morti.