Spirito. Non ti sentirà alcuno.

A quei singhiozzi, a quelle strida che strappavano il cuore, mi decisi a svegliarla per forza, con un gran soffio sul viso. Vedendosi in mezzo alla stanza, coi capelli sciolti, circondata da tutti noi altri pallidi e ansiosi, provò sorpresa e paura. Mi pregò di riaddormentarla e di destarla dolcemente. Non si ricordò più dell'accaduto; e nessuno di noi ne fece motto.

Ma era scritto che quella notte dovesse, per noi, passare agitatissima.

Si chiacchierava in salotto, e la Beppina, fermata in mezzo all'uscio, rideva di certe barzellette raccontate da suo fratello.

A un tratto, le vidi fare un movimento d'inquietitudine, poi di sorpresa... Si sentiva tirare pel vestito, di dietro, insistentemente:

— Oh, Dio! sento qualcuno alle mie spalle!... È uno spirito! Ah!

Lo strano era che parlando, al solito, con quella voce grossa e minacciosa e ripetendo le stesse parole dette durante il sonnambulismo, non sapeva più rendersi conto di quel che volessero significare:

— Di quale Zaira, di che vita le ragionava?

Spirito. Guarda qui di quale Zaira!

— Sì, ora la riconosco, ora mi rammento!