[47]. Diede registro alle acque.

[48]. — La visione consolava il mio spirto esule in terra ove la perduta gente che attorniavalo grandemente contristavalo.

[49]. — Coloro che vivono nei bassi lochi e popolati, aspirano aria divolgata da vili parole — Od ancora: costumando fra il popolo altro non reca allo spirto se non idee di materia.

O voi che avete monti, ivi recate; troverete aria pura di virtù e sì copiosa che entro le cellette penetreravvi e avrete isolazione.

[50]. — Come coloro che al tempio vanno a mirar l'arte.

[51]. — Abeto è segno d'eternitade. Chi abbraccia un più o meno grande abeto, abbraccia uno spazio d'eternitade. Overo sia abbraccia quello che li spetta se poca o magna è la fede e di conseguenza la eternità.

Confronta per primo il tertro mio e lo bosco abetaio a Tempio di Fede.

[52]. — Ambiva a farsi una dimora solinga in quell'albero di fede.

[53]. — Non desiava che il posto ch'egli occuperebbe fusse maggiore dello suo volume. O vero sia che il romito ambisca a se solo e nè a cella grande o bastone o sandali.

[54]. — Una corrente eguale di sentimenti. (Non tacciatemi ve ne prego di spaventeria).