La coscienza del Rapisardi si è svolta con lenta evoluzione.

Nella Palingenesi, la vigilia d’armi del suo pensiero, com’egli la chiama, la sua mente si muoveva entro gli stretti limiti d’un protestantesimo sentimentale, e idoleggiava un avvenire di fraternità evangelica pel genero umano.

Roma era tuttavia l’eterno santuario del mondo. Nelle sue mistiche visioni la Religione e la Libertà

qual cheta

Onda di lago su l’aduste aiuole

Si diffondean sulle rinate genti;[68]

e in mezzo al nuovo affaccendarsi dei commerci e delle industrie cantavano ancora le Muse, fide seguaci delle Sapienza,

a cui gli occulti

Di natura son cari.

La storia del mondo vi era concepita secondo lo visto teocratiche del Bossuet, incardinata nel popolo ebreo e nella venuta del Cristo. La Riforma di Lutero iniziava i tempi nuovi del cristianesimo; e le stragi di San Bartolomeo e i roghi di Filippo II vi apparivano come frutto delle mali arti di Satana che tentava impedire o ritardare il trionfo del vero.