E del vergine sen fatto guanciale
Le profane baldanze affrena in Dio.[70]
Poi vennero le lotte:
Signor, che a questo brume
Doni del sole il provvido sorriso,
Toglimi al dubbio gelido
Che all’ingenua mia fede ammorza il lume!
Deh! ch’io non più ne l’orrida
Nebbia, che il cor m’intenebra,
Gema da te diviso.[71]