che sforma l’omnia migrant;
tutto volge,
che sfigura il verter cogit; e mette:
Per vecchiezza egro e languente,
dove Lucrezio dice semplicemente aevo debile languet. Nel Rapisardi, oltre alla scrupolosa fedeltà del concetto, c’è invece quello che io chiamerei il quid, il non so che lucreziano; e quasi sempre, da cima in fondo del poema, senza che mai apparisca la più lieve stanchezza, la più piccola esitanza.
Per mostrare che le mie lodi e le mie ammirazioni sono giustificato non voglio tacere i piccoli nèi che io vi ho scoperti. E dirò che il Venere bella non rende l’alma Venus dell’invocazione; nè
Abbandonando stupefatta indietro
La bella testa;
il tereti cervice reposta più semplice assai; che
Ansante irresoluto ei le palpeggia