giacchè Fede è parola e cosa tutta cristiana e moderna e mal risponde a quella che gli antichi chiamavano Religione. Il metterla in bocca a Lucrezio è una vera stonatura. Così mi pare ecceduto il concetto del
Rursus in antiquas referuntur religionis
(lib. V, v. 62.)
traducendolo:
Tornan di nuovo ai pregiudizi antichi,
versione che potrebbe invocare l’appoggio dell’autorità del Trezza in un passo consimile (Religionum animum nodis exolvere pergo),[75] ma che mi sembra manchi d’una poetica sfumatura che Lucrezio ricerca e non è giusto tralasciare.
Inezie, ripeto, le quali con qualche altra non tolgono nulla all’eccellenza della traduzione, che forse resterà, come dissi in principio, l’opera più originale del Rapisardi.
Un ben venuto dunque a questo vero poeta della Natura. E il mio è un ben venuto puramente artistico. Giacchè io non credo che
a pugnar ne l’ultime battaglie
Sorge in itala veste il suo cantore,