Divina Sapïenza, a cui gli occulti

Di Natura son cari, ed in occulti

Rigidi pepli il divin corpo asconde.

Spargon su l’orme sue pioggia di fiori

Le divine sorelle, e scoton l’arpe

Domatrici de l’alme; essa il tentato

Labbro dischiuso, ove l’eloquio ha sede,

Dolce a lor consentìa detti e sorrisi,

E le mute fugando ombre d’intorno

Di più docil beltà splendea nel viso.