—«Hai fatto parlar di te. Ho letto le tue cose e credo inutile dirti che sono entusiasta.

—«E tu, cosa fai?

—«Io?—Niente—» Poi con un sospiro: «Se vieni a trovarmi, parleremo a lungo.—Vieni domani.

«—Domani non posso, ma posdomani certo».

Si strinsero ancora la mano. Alberto soggiunse:

—«Non ti puoi imaginare quanto son felice di vederti! ne avevo bisogno,» gli diede un'altra volta la mano, che l'altro strinse nel mentre alzava il cappello lentamente, guardandomi fisso, e partì.

—«Chi è? io chiesi.

—«Non ti ho mai parlato di un giovane di straordinario ingegno, ch'è primo fra i pochi cui do veramente il nome di amico? È lui. Non puoi capire che gioia sia per me l'averlo incontrato. Io non credo molto ai presentimenti, ma devo confessare che da qualche giorno pensava a lui continuamente.

—«Perchè non me lo hai presentato? io domandai.

—«Come, non l'ho fatto?—Mi sembrava di sì.»