—E siete tutto per lei. Perchè dunque….

—Non m'interrompete, signor duca. Io amo d'immenso affetto questa povera mia madre che non mi fu dato conoscere, poichè la nonna mi disse: «Ella mi ha fatto soffrire e mi ha fatto molto piangere e pregare per lei, ma ora è lassù e può ella pregare per noi; tu le devi venerazione. Ma più di tutto le devi d'essere virtuosa; io forse ti dovrò abbandonare presto; se ti lascerò senza appoggio, tu non dimenticare mai, e miralo ogni giorno, questo ritratto velato agli occhi degli altri, ma che ti deve servire di salvaguardia. Guardati dagli inganni e sopratutto dalle dolci parole piene di false promesse.

—Ma nulla è falso in me.

—Tutto lo può essere, dacchè il vostro nome è falso.—Dio! se la nonna lo sapesse, ella che sempre mi raccomanda di star lontana dai signori! Voi mi avete ingannata. Dio ha voluto che io fossi salvata udendo il vostro discorso con quella bella signora che vi chiamò col vostro titolo; cosa ho sentito in quel momento, possiate, signor duca, nol sentirlo mai!… Ho voluto vedervi ancora una volta, sebbene forse sia male, ho aspettato cinque giorni per trovare la forza, ma è solo per darvi una spiegazione; sono decisa a non vedervi più; vi amo forse ancora, ma non ho paura dinanzi a questo ritratto. Addio, vi stendo la mano, stringetela e partite; è la mano di una fanciulla che è fiera del suo nome quanto voi….

Giorgio la prese e la baciò, come avrebbe fatto ad una regina.

—Mi permettete di dire due parole a mia giustificazione? Io era qui sotto un falso nome perchè aveva voluto cambiare completamente il mio modo di vivere; ma con voi l'inganno mi pesò fin dal primo giorno. Quando vi ho amato e ho sperato di essere corrisposto, una lotta terribile s'impegnò in me stesso; ma vinsi poichè decisi di dirvi tutto e partire. Dopo quella sera nel giardino—vi ricordate?—quando ci capimmo ambedue, feci uno sforzo di cui non mi credevo capace e venni per dirvi addio. Voi mi stendeste le due mani, mi guardaste, ed io non ebbi più la forza. Perdonatemi, lo potete, perchè non fui altro che debole e perchè vi amo troppo. Che la mia memoria resti pura, siate felice, ma ricordatevi qualche volta….

—Addio, disse Paquita, vi ripeto che tutto è perdonato—e sebbene lontano il mio…. affetto vi resterà—Addio.

—Addio, mormorò Giorgio ancora, baciandole di nuovo la mano, poi si diresse verso l'uscio; ma nell'aprirla cento idee, buone e cattive, si presentarono d'improvviso alla sua mente. Una voce maligna gli susurrava all'orecchio: Imbecille! perchè partire così; sai bene che ella è più innamorata di te! Il suo cuore si gonfiava e sentiva che non poteva risolversi a non vederla più.

Tornò indietro—le prese le mani fra le sue ed esclamò:—Paquita! lo sapete che non posso partire! Come lo volete? Dite, non mi amate più? Non si può cessare di amare. Come volete che tutto sia finito fra di noi? Come volete che io vi dimentichi? Come volete che io non vi abbia più a vedere? Ditemi cosa posso fare, ditemi….

—No, partite. Ella ritirò le mani dalle sue. Non voglio più sentirvi parlar d'amore; non avete il nome col quale mi avete conosciuta, non siete dunque più quello che io amo. Addio.