Abbiamo talvolta simili tetri avvertimenti che sembrano venire dall'alto. Il presentimento si mette sulla nostra strada e ne addita l'abisso. Il conte, sapendosi a poche leghe dalla sontuosa tomba di famiglia dove la sua Ida riposava, sentiva già un fremito arcano per la vicinanza. La paura del sopranaturale si faceva ogni giorno più forte e diventava terrore.
Tutto in lui era contraddizione.—Voleva vedere la sua antica casa, ma temeva. E triplicato dal presentimento che pesava su di lui lo spavento soprastava.
Rimase così una quindicina di giorni in quel brutto albergo e non si decideva a partire. Egli era come un uomo che teme d'aprire una porta.
Una notte ebbe un sogno. Gli pareva d'esser vicino al monumento di sua figlia; ma la tomba era trasparente ed ella agitava le braccia, e malgrado gli occhi chiusi, il suo volto pallido era radiante. L'espressione del suo viso era d'una tristezza ineffabilmente dolce.
Quella visione lo impressionò gravemente. Si sentì addolorato e pieno di rimorso per la soave malinconia impressa sulla faccia della sua morta. Pure il desiderio di rivedere quella tomba ridivenne più gagliardo della paura dei fantasmi. Anzi, sebbene in fondo all'anima conservasse una tema indistruttibile, arcana, pure non erano più le apparizioni che paventava. Che paventava dunque? Non lo sapeva più. Ida ora l'aveva vista e quella visione non gli era stata un incubo, ma anzi quasi un conforto. Pure quel terrore vago e indefinibile lo provava ancora, e peggiore forse perchè segreto ed ignoto.
Ma superò tutto la brama di rivedere la sua casa,
Non frappose più verun indugio. La sua impazienza a un tratto si fece delirio. Si alzò, ordinò i cavalli, fece in fretta e in furia i suoi preparativi e mezz'ora dopo la pesante carrozza rotolava già sulla strada postale.
Era il tramonto. Sul terrazzo della vecchia casa stavano riuniti domestici e contadini e con essi la cameriera d'Ida. Tutti protendevano avidamente lo sguardo verso la strada. Un bisbigliare animatissimo serpeggiava tra i gruppi. Perchè accorsi tutti? Per l'annunzio di un servitore che dichiarava di aver veduto dalla finestra una carrozza sulla strada postale. Non sembrava che un punto nero; ma si dirigeva verso la casa.—Tutti sapevano che il conte doveva presto arrivare, quella carrozza in vista suscitò dunque una gran commozione.
—Mi par che non arrivi più. Non sarà stato lui, disse finalmente il giardiniere.
Non aveva finito di pronunziare queste parole, che si vide spuntare in fondo al magnifico viale, la carrozza tutta nera e impolverata del conte. I cavalli, benchè sembrassero stanchi, coperti di sudore e di spuma, salirono bravamente di galoppo fino al terrazzo.