—Dunque, marchesa, vi piace?

—Oh, alla follia! replicò la Saint-Aubin, ridendo come una pazza.

Lo diceva ironicamente, ma chi sa?—forse non del tutto.

II.

Fu assai forte l'impressione che cotesta scena crudele fece su Armando. Ne fu sbalordito e intimamente addolorato. Sentì che la società non era fatta per lui. Egli non era della sua epoca. Un altro non si sarebbe lasciato abbattere da uno scacco, anche insultante; avrebbe aspettato con pazienza, avrebbe strisciato, avrebbe imparato l'arte del cortigiano, avrebbe assunto quella maschera di allegra sfrontatezza che piace, avrebbe lavorato assiduamente a farsi un nome e sarebbe riuscito a molto. Forse sapendo fare, eccitando la curiosità di quella donna capricciosa, come Richelieu aveva soppiantato Breteuil, egli si sarebbe fatto cedere il posto da Richelieu! Tutto era possibile sotto il regno della Pompadour. Ma bisognava essere abile, ed egli non lo era; bisognava essere freddo, ed invece il suo cuore batteva fortemente; bisognava vincere audacemente gli ostacoli, saper sopportare umiliazioni e sconfitte, farsi piccino per parare i colpi e potersi poi sollevare ad abbattere gli altri, ed egli invece era timido e sincero.

Egli si rinchiuse nella sua soffitta, nascondendosi a tutti. Aveva cambiato alloggio e nemmeno Verny lo seppe ritrovare. Usciva solo e di rado in qualche luogo solitario, e nessuna delle donne che aveva conosciuto, nè le dame della corte, nè le fanciulle leggiere non lo rividero più.

—E il vostro protetto? domandò un giorno la Champrosé al cavaliere, lo avete abbandonato? Perchè non lo si rivede più?

—Non lo so neppur io, rispose Verny. È per me un enigma. Non capisco davvero che grillo gli sia venuto in capo. Non so neppure dove andarlo a cercare. È un vero peccato perchè prometteva assai.

Il cavaliere non risparmiò alcuna indagine per trovare il luogo di ritiro del suo protetto, ma tutte le sue ricerche furono lungamente infruttuose. Tre mesi passarono senza ch'egli potesse averne alcuna notizia.

Finalmente un giorno il suo cameriere vide Armando per via, ed avendolo seguito, venne a portare al padrone l'indirizzo da tanto tempo cercato invano. In questo modo Verny venne a scoprire il rifugio dell'artista e all'indomani, salite faticosamente le sporche scale di una casa situata in una delle vie più oscure del Marais, picchiò all'uscio della soffitta d'Armando.