Chi sono io? (la afferra; la scrolla, al colmo del furore) Che puoi saperne tu? — Ah, sì? — Ne sei certa? — E non te lo leverai dalla testa? E crederai che mia figlia abbia per madre una donnaccia? Sì? sì? E io ti dico allora che anche tu sei figlia d'una tal donnaccia!

LIVIA

(atterrita, inorridita) No, no!

FULVIA

Sì! sì! Tal quale! Figlie della stessa madre! — E sono io tua madre! — sono io! sono io! Capisci ora? T'hanno fatto credere ch'io fossi morta? Non è vero! Eccomi qua! Sono tua madre! E quello che sono per lei, sono per te! — Senza differenza! senza differenza! — Ah, ora mi sono liberata! Ora sono viva!

Dirà questo, abbandonando come morta Livia nelle braccia del padre, che alle grida è accorso in subbuglio insieme con Marco Mauri dalla veranda.

SILVIO

(raccogliendosi tra le braccia Livia e stringendola a sè) Ma tu l'hai uccisa!

FULVIA

La tua impostura ho uccisa! Volevi che pesasse anche sulla bambina e schiacciasse anche lei? Ebbene: No! no!