Al suo entrare Fulvia si rizza in piedi felinamente, con lo stesso animo che, tredici anni addietro, la condusse alla perdizione. Ê per lei, questo, il momento d'una prova suprema. E in tutto il suo aspetto sarà dunque la risoluzione ferma d'affrontar questa prova, già meditata e preparata oscuramente nella scena antecedente, a costo di qualunque crudezza, mettendo a nudo come un vivo lacerto la sua coscienza e quella di lui, con la più brutale sincerità, avvalendosi anche della presenza di quel suo pazzo amante.
SILVIO
(notando la presenza del Mauri, ìlare tra la ilarità degli altri, e l'aria di sfida della moglie) Ah, di nuovo qua?
MAURI
(irrompente) — Sissignore. E son venuto per...
FULVIA
(pronta, troncando, imperiosa) Lasciate parlar me! (Al marito, recisamente) Qua di nuovo, sì. — Prega tutti questi signori di lasciarci soli.
DON CAMILLO
Oh, subito, signora. Soltanto tengo a dichiarare al signor professore...
FULVIA