Enrico IV. Sì, con questa differenza: che li ho fatti grigi qua, io, da Enrico IV, capisci? E non me n'ero mica accorto! Me n'accorsi in un giorno solo, tutt'a un tratto, riaprendo gli occhi, e fu uno spavento, perché capii subito che non solo i capelli, ma doveva esser diventato grigio tutto così, e tutto crollato, tutto finito: e che sarei arrivato con una fame da lupo a un banchetto già bell'e sparecchiato.

Belcredi. Eh, ma gli altri, scusa...

Enrico IV (subito). Lo so, non potevano stare ad aspettare ch'io guarissi, nemmeno quelli che, dietro a me, punsero a sangue il mio cavallo bardato...

Di Nolli (impressionato). Come, come?

Enrico IV. Sì, a tradimento, per farlo springare e farmi cadere!

Donna Matilde (subito, con orrore). Ma questo lo so adesso, io!

Enrico IV. Sarà stato anche questo per uno scherzo!

Donna Matilde. Ma chi fu? Chi stava dietro alla nostra coppia?

Enrico IV. Non importa saperlo! Tutti quelli che seguitarono a banchettare e che ormai mi avrebbero fatto trovare i loro avanzi, Marchesa, di magra o molle pietà, o nel piatto insudiciato qualche lisca di rimorso, attaccata. Grazie!

Voltandosi di scatto al Dottore: