Dottore. Un'altra cosa, un'altra cosa! L'idea della cavalcata venne a lui?

Belcredi (subito). No no, venne a me! venne a me!

Dottore. Prego...

Donna Matilde. Non gli dia retta. Venne al povero Belassi.

Belcredi. Ma che Belassi!

Donna Matilde (al Dottore). Il conte Belassi, che morì, poverino, due o tre mesi dopo.

Belcredi. Ma se non c'era Belassi, quando...

Di Nolli (seccato dalla minaccia di una nuova discussione). Scusi, dottore, è proprio necessario stabilire a chi venne l'idea?

Dottore. Eh sì, mi servirebbe...

Belcredi. Ma se venne a me! Oh questa è bella! Non avrei mica da gloriarmene, dato l'effetto che poi ebbe, scusate! Fu, guardi, dottore—me ne ricordo benissimo—una sera sui primi di novembre, al Circolo. Sfogliavo una rivista illustrata, tedesca (guardavo soltanto le figure, s'intende, perché il tedesco io non lo so). In una c'era l'Imperatore, in non so quale città universitaria dov'era stato studente.