Belcredi. Enrico IV, ecco! Proprio Enrico IV in persona, in un momento di furore!

Donna Matilde. Dovette influire, io dico, l'ossessione di quella mascherata, dottore, l'ossessione che per più di un mese se n'era fatta. La metteva sempre in tutto ciò che faceva, questa ossessione!

Belcredi. Quello che studiò per prepararsi! Fino ai minimi particolari... le minuzie...

Dottore. Ah, è facile! Quella che era ossessione momentanea, si fissò, con la caduta e la percossa alla nuca, che determinarono il guasto cerebrale. Si fissò, perpetuandosi. Si può diventare scemi, si può diventare pazzi.

Belcredi (a Frida e al Di Nolli). Capite che scherzi, carini miei?

Al Di Nolli:

Tu avevi quattro o cinque anni;

a Frida:

a tua madre pare che tu l'abbia sostituita là in quel ritratto, dove ancora non pensava neppur lontanamente che ti avrebbe messa al mondo: io sono già coi capelli grigi; e lui: eccolo là

indica il ritratto