Dottore (tanto per dire qualche cosa, mentre lo studia attentanente). Eh sì, purtroppo!

Enrico IV. Ecco: quando non ci rassegniamo, vengono fuori le velleità. Una donna che vuol essere uomo... un vecchio che vuol esser giovine... —Nessuno di noi mente o finge!—C'è poco da dire: ci siamo fissati tutti in buona fede in un bel concetto di noi stessi. Monsignore, però, mentre voi vi tenete fermo, aggrappato con tutte e due le mani alla vostra tonaca santa, di qua, dalle maniche, vi scivola, vi scivola, vi sguiscia come un serpe qualche cosa, di cui non v'accorgete. Monsignore, la vita! E sono sorprese, quando ve la vedete d'improvviso consistere davanti così sfuggita da voi; dispetti e ire contro voi stesso; o rimorsi; anche rimorsi. Ah, se sapeste, io me ne son trovati tanti davanti! Con una faccia che era la mia stessa, ma così orribile, che non ho potuto fissarla... —

Si riaccosta alla Marchesa.

A voi non è mai avvenuto, Madonna? Vi ricordate proprio di essere stata sempre la stessa, voi? Oh Dio, ma un giorno... —com'è? com'è che poteste commettere quella tale azione...

La fissa così acutamente negli occhi, da farla quasi smorire.

—sì, «quella», appunto!—ci siamo capiti. (Oh, state tranquilla che non la svelerò a nessuno!). E che voi, Pietro Damiani, poteste essere amico di quel tale...

Landolfo (c.s.). Maestà...

Enrico IV (subito). No no, non glielo nomino! So che gli fa tanto dispetto!

Voltandosi a Belcredi, come di sfuggita.

Che opinione eh? che opinione ne avevate... —Ma tutti, pur non di meno, seguitiamo a tenerci stretti al nostro concetto, così come chi invecchia si ritinge i capelli. Che importa che questa mia tintura non possa essere, per voi, il color vero dei miei capelli?—Voi, Madonna, certo non ve li tingete per ingannare gli altri, ne voi; ma solo un poco—poco poco—la vostra immagine davanti allo specchio. Io lo faccio per ridere. Voi lo fate sul serio. Ma vi assicuro che per quanto sul serio, siete mascherata anche voi, Madonna; e non dico per la venerabile corona che vi cinge la fronte, e a cui m'inchino, o per il vostro manto ducale; dico soltanto per codesto ricordo che volete fissare in voi artificialmente del vostro color biondo, in cui un giorno vi siete piaciuta; o del vostro color bruno se eravate bruna: l'immagine che vien meno della vostra gioventù. A voi, Pietro Damiani, invece, il ricordo di ciò che siete stato, di ciò che avete fatto, appare ora riconoscimento di realtà passate, che vi restano dentro—è vero?—come un sogno. E anche a me—come un sogno—e tante, a ripensarci, inesplicabili... —Mah!—Nessuna meraviglia, Pietro Damiani; sarà così domani della nostra vita d'oggi!