Dottore (smarrito). Ah, ecco... sì... Siamo qua per intercedere...
Enrico IV (subito pentito, quasi spaventato, lasciandosi dai tre rimettere sulle spalle il sajo e stringendoselo addosso con le mani convulse). Perdono... sì, sì... perdono, perdono, Monsignore; perdono, Madonna... Sento, vi giuro, sento tutto il peso dell'anatema!
Si curva, prendendosi la testa fra le mani, come in attesa di qualche cosa che debba schiacciarlo; e sta un po' così, ma poi con altra voce, pur senza scomporsi, dice piano, in confidenza a Landolfo, ad Arialdo e a Ordulfo:
Ma io non so perché, oggi non riesco a essere umile davanti a quello lì!
E indica, come di nascosto, il Belcredi.
Landolfo (sottovoce). Ma perché voi, Maestà, vi ostinate a credere che sia Pietro Damiani, mentre non è!
Enrico IV (sogguardandolo con timore). Non è Pietro Damiani?
Arialdo. Ma no, è un povero monaco, Maestà!
Enrico IV (dolente, con sospirosa esasperazione). Eh, nessuno di noi può valutare ciò che fa, quando fa per istinto...Forse voi, Madonna, potete intendermi meglio degli altri, perché siete donna. [Questo è un momento solenne e decisivo. Potrei, guardate, ora stesso, mentre parlo con voi, accettar l'ajuto dei vescovi lombardi e impossessarmi del Pontefice, assediandolo qui nel Castello; correre a Roma a eleggervi un antipapa; porgere la mano all'alleanza con Roberto Guiscardo.—Gregotio VII sarebbe perduto!—Resisto alla tentazione, e credetemi che sono saggio. Sento l'aura dei tempi e la maestà di chi sa essere quale deve essere: un Papa!—Vorreste ora ridere di me, vedendomi così? Sareste tanti stupidi, perché non capireste che sapienza politica mi consiglia ora quest'abito di penitenza. Vi dico che le parti, domani, potrebbeto essere invertite! E che fareste voi allora? Ridereste per caso del Papa in veste di prigioniero?—No.—Saremmo pari.—Un mascherato io, oggi, da penitente; lui, domani, da prigioniero. Ma guai a chi non sa portare la sua maschera, sia da Re, sia da Papa.—Forse egli è ora un po' troppo crudele: questo sì.] Pensate, Madonna, che Berta, vostra figlia, per cui, vi ripeto, il mio animo è cangiato
si volta improvvisamente a Belcredi e gli grida in faccia, come se avesse detto di no