—cangiato, cangiato, per l'affetto e la devozione di cui ha saputo darmi prova in questo terribile momento!

S'arresta, convulso, dallo scatto iroso, e fa sforzi per contenersi, con un gemito d'esasperazione nella gola; poi si volge di nuovo con dolce e dolente umiltà alla Marchesa.

È venuta con me, Madonna, è giù nel cortile; ha voluto seguirmi come una mendica, ed è gelata, gelata da due notti all'aperto, sotto la neve! Voi siete sua madre! Dovrebbero muoversi le viscere della vostra misericordia e implorare con lui,

indica il Dottore

dal Pontefice, il perdono: che ci riceva!

Donna Matilde (tremante, con un filo di voce). Ma sì, sì, subito...

Dottore. Lo faremo, lo faremo!

Enrico IV. E un'altra cosa! Un'altra cosa!

Se li chiama intorno e dice piano, in gran segreto:

Non basta che mi riceva. Voi sapete che egli può «tutto»—vi dico «tutto»—Evoca perfino i morti!