con lei, ottocent'anni addietro: dico sarà tale la vertigine del salto che, piombato in mezzo a noi...

il Dottore fa segno di no col dito

dice di no?

Dottore. No. Perché la vita, caro barone, riprende! Qua—questa nostra—diventerà subito reale anche per lui; e lo tratterrà subito, strappandogli a un tratto l'illusione e scoprendogli che sono appena venti gli ottocent'anni che lei dice! Sarà, guardi, come certi trucchi, quello del salto nel vuoto, per esempio, del rito massonico, che pare chi sa che cosa, e poi alla fine s'è sceso uno scalino.

Belcredi. Oh che scoperta!—Ma sì!—Guardate Frida e la Marchesa, dottore!—Chi è più avanti?—Noi vecchi, dottore! Si credono più avanti i giovani; non è vero: siamo più avanti noi, di quanto il tempo è più nostro che loro.

Dottore. Eh, se il passato non ci allontanasse!

Belcredi. Ma no! Da che? Se loro

indica Frida e Di Nolli

debbono fare ancora quel che abbiamo già fatto noi, dottore: invecchiare, rifacendo su per giù le stesse nostre sciocchezze... L'illusione è questa, che si esca per una porta davanti, dalla vita! Non è vero! Se appena si nasce si comincia a morire, chi per prima ha cominciato è più avanti di tutti. E il più giovine è il padre Adamo! Guardate là

mostra Frida