Perdio! debbo farla pentire d'esser venuta qua! Da suocera oh, mi s'è mascherata... E lui da padre abate... —E mi portano con loro un medico per farmi studiare... E chi sa che non sperino di farmi guarire... Buffoni!—Voglio avere il gusto di schiaffeggiargliene almeno uno: quello!—È un famoso spadaccino? M'infilzerà... Ma vedremo, vedremo...
Si sente picchiare alla comune.
Chi è?
Voce di Giovanni. Deo gratias!
Arialdo (contentissimo, come per uno scherzo che si potrebbe ancora fare). Ah, è Giovanni, è Giovanni, che viene come ogni sera a fare il monacello!
Ordulfo (c.s., stropicciandosi le mani). Sì, sì, facciamoglielo fare! facciamoglielo fare!
Enrico IV (subito, severo). Sciocco! Lo vedi? Perché? Per fare uno scherzo alle spalle di un povero vecchio, che lo fa per amor mio?
Landolfo (a Ordulfo). Dev'essere come vero! Non capisci?
Enrico IV. Appunto! Come vero! Perché solo così non è più una burla la verità!
Si reca ad aprire la porta e fa entrare Giovanni parato da umile fraticello, con un rotolo di cartapecora sotto il braccio.