Elena.

Non comprendo più, proprio, quello che voi vogliate da me.

Livia.

Veramente, con la sola ragione non potrete, forse. Dovrei farlo sentire al vostro cuore, che forse comprenderà.... non subito, certo; ma forse quando la ragione avrà finito di gridare contro di me. Ecco, sì. Allora sì, spero che il vostro cuore stesso v’imporrà una sua più profonda ragione, non più contro me, ma contro voi stessa. A voi e a lui l’imporrà. Perchè già a me l’ha imposta da tanto tempo. Ascoltatemi con pazienza, e credete, già lo vedete, non ho nessun sentimento contrario per voi. La ragione per cui sono venuta senz’astio, senz’odio, è più crudele, certo, dell’odio stesso, per voi. Ma non l’ho voluta io, non l’ho imposta io, questa ragione. Vi dite disposta, è vero? a troncare questa relazione?

Elena.

Sì, da un pezzo! Ma nessuna relazione più, già da un pezzo....

Livia.

Lo so....

Elena.

E per me, veramente.... Voi mi vedete, signora. Quando una donna si riduce così.... Non potete giudicare forse, perchè non mi avete conosciuta prima.... dico prima che tante sventure, un matrimonio disgraziato, la miseria, la morte di mio marito mi.... mi distruggessero così. Ho potuto chiedere ajuto.... ajuto di denaro, all’uomo che mi conobbe un’altra! Voi lo sapete....