Livia.

Sì, sì, so tutto.

Elena.

Ch’ero stata sua fidanzata?

Livia.

Sì.

Elena.

E che ruppi io, allora, il fidanzamento? io, per niente, per un puntiglio, per orgoglio.... perchè non tolleravo nulla. Ebbene, a tutti tranne che a lui avrei dovuto chiedere ajuto! Se l’ho chiesto a lui, signora, potete esser sicura che nulla più di vivo poteva esserci in me, da farmi provare poi un piacere in ciò che, dall’incontro con lui dopo tanti anni, purtroppo è seguìto. Come, io stessa non lo so. Forse perchè ciò che fummo, rimane sepolto in noi. In un momento, dagli occhi che s’incontrano, può essere rievocato. Illusione d’un momento. Che gioja può dare ciò che è morto da tanto tempo, schiacciato sotto il peso dell’avvilimento, dei bisogni, della stanchezza? Tutto finito, quasi prima di cominciare. Se non si fosse dato il caso.... la sciagura più grande.... quella bambina....

Livia.

Ecco. La bambina.