Sì.

Attende un po’ sulla soglia, poi, all’appressarsi di Guglielmo Groa e del D’Albis, che conversavano fra loro, viene ad appoggiarsi alla scrivania.

Guglielmo.

Io, caro signore, povero provinciale, sono allocchito, ecco, proprio allocchito! Cose grandi a Roma, cose grandi! E anche lui, Nitto Ruvo, è diventato grande.... Ma, per me, se vuol essere chiamato, si chiama sempre Nitto....

Salutando Leonardo.

Caro genero!

D’Albis

sorridendo:

Come? come? Nitto?

Guglielmo.