Che Dio vuole che mi viva ancora, mio figlio! — Così. — Non certo più di quella vita ch’Egli volle dare a lui qua; ma di quella che gli ho data io, sì, sempre! Questa non gli può finire finchè la vita duri a me. — O che non è vero che così si può vivere eterni anche qua, quando con le opere ce ne rendiamo degni? — Eterno, mio figlio, no; ma qua con me, di questo giorno che gli è rimasto a mezzo, e di domani, finchè vivo io, mio figlio deve vivere, deve vivere, con tutte le cose della vita, qua, con tutta la mia vita, che è sua, e non gliela può levare nessuno!
Don Giorgio
pietosamente, per richiamarla da tanta superbia, come a lui pare, alla ragione, accennerà a Dio, levando una mano.
Donn’Anna
subito, intendendo il gesto:
No. Dio? Dio non leva la vita!
Don Giorgio
Ma io dico quella che fu la sua qua.
Donn’Anna
Perchè sapete che c’è di là un povero corpo che non vi vede e non vi sente più! E allora basta, è vero? È finito. Sì, vestirlo ancora d’uno dei suoi abiti portati di Francia, anche se non serva a ripararlo dal gelo che ha in sè e non gli viene più da fuori.