Don Giorgio

Ma è pure un rito, signora mia —

Donn’Anna

— sì, recitare le preghiere, accendere i ceri.... — E fate, sì; ma presto! — Io voglio quella sua stanza là com’era; che stia là, viva, viva della vita che io le do, ad attendere il suo ritorno, con tutte le cose com’egli me l’affidò prima che partisse. — Ma lo sa che mio figlio, quello che mi partì, non m’è più ritornato? —

Cogliendo uno sguardo di Don Giorgio alla sorella:

Non guardi Fiorina. Anche i suoi figli! Le sono partiti l’anno scorso per la città, Flavio e Lida. Crede che le ritorneranno?

Donna Fiorina, nel sentirle dire così, si metterà a piangere sommessamente.

No, non piangere! Piansi tanto anch’io — allora sì — per quella sua partenza! Senza sapere! Come te che piangi e non ne sai, non ne sai ancora la ragione!

Donna Fiorina

No, no; io piango per te, Anna!