Ti credo, Zena; lo so. Ma dimmi: ecco, io voglio sapere. “Senza ragione„, hai detto. Ne eri proprio, dunque, così sicura tu?

Zena.

Di che? Che il ragazzo non era del signorino?

Laura.

Ecco, sì. Perchè, tu sai, tante volte.... avresti potuto tu stessa essere in dubbio.

Zena

la guarda, sorpresa, scontrosa; poi si alza.

Perchè mi fai codesto discorso, signora?

Laura.

No. Perchè ti turbi? Siedi, siedi....