seguita a guardarla male, poi, come per richiamarla a sè:

Bada, signora, che la povertà è cattiva consigliera.

Laura.

Ma no: perchè io anzi, ora, alla tua coscienza mi rivolgo, Zena!

Zena.

La mia coscienza, lasciala stare. Parlò allora, la mia coscienza, e disse quello che doveva dire.

Laura.

Proprio la tua coscienza? Ecco, vorrei saper questo! Eri così giovine, inesperta.... E, forse per timore....

Zena

ride, quasi con ischerno.