[19]. Il Nencioni definisce l'umorismo «una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le contradizioni e le assurdità della vita».
[20]. Allude alla Vita e opinioni di Tristram Shandy.
[21]. Come suonano curiose queste lodi a uno scrittore inglese raffrontato con uno scrittore francese, dopo aver letto nel Taine la pagina su l'esprit francese e su l'inglese!
[22]. Palermo, R. Sandron ed. 1904.
[23]. «La retorica corrisponde alla logica» — aveva già detto Aristotile (Ret. lib. I, c. 1).
[24]. Il Croce, in una recensione sulla prima edizione di questo mio saggio, nel VII volume di Critica, ha voluto credere ch'io, dicendo così, contrapponessi arte e umorismo e affermassi che umorismo è l'opposto dell'arte, perchè questa compone e quello scompone. Veda il lettore intelligente se è lecito e giusto argomentare dalle mie parole una così recisa e assoluta contrapposizione o opposizione; se è lecito e giusto, dopo aver con molta leggerezza e senz'alcun fondamento argomentato così, aggiungere come fa il Croce: «Ma, forse, la parola è andata di là dal pensiero del P., il quale non voleva già dire che l'umorismo non sia arte, ma piuttosto che sia un genere d'arte, che si distingue dagli altri generi d'arte o dal complesso di essi». Ritornerò su questo appunto più oltre, quando tratterò della speciale attività della riflessione nella concezione dell'opera umoristica. Mi contenterò qui per ora di rispondere al Croce, ch'egli fa — non so se volutamente o no — una confusione tra i così detti «generi letterarii» come li intendeva la retorica, la cui eliminazione è da accettare, con quelle distinzioni, che non solo sono legittime, ma anche necessarie tra le varie espressioni, quando non si voglia confondere l'una con l'altra, abolendo ogni critica, per concludere filosoficamente che tutte sono arte e che ciascuna come arte non si può distinguere dalla restante arte. L'umorismo non è un «genere letterario», come poema, commedia, romanzo, novella, e via dicendo; tanto vero che ognuno di questi componimenti letterarii può essere o non essere umoristico. L'umorismo è qualità d'espressione, che non è possibile negare per il solo fatto che ogni espressione è arte e come arte non distinguibile dalla restante arte. La molta preparazione filosofica (la mia, si sa, è pochissima) ha condotto il Croce a questa edificante conclusione. Si può sì parlare di questo o di quell'umorista; egli, filosoficamente, non ha nulla in contrario; ma guai a parlar dell'umorismo! Subito la filosofia del Croce diventa un formidabile cancello di ferro, che è vano scrollare. Non si passa! Ma che c'è dietro quel cancello? Niente. Questa sola equazione: intuizione = espressione, e l'affermazione che è impossibile distinguere arte da non arte, l'intuizione artistica da intuizione comune. Ah, va bene! Non vi pare che si possa benissimo passar davanti a questo cancello chiuso, senza neanche voltarci a guardarlo?
[25]. Vedi il mio volume Arte e Scienza (Roma W. Modes ed. 1908) I sonetti di Cecco Angiolieri.
[26]. Vedi Morandi, Prefaz. ai sonetti romaneschi del Belli (Città di Castello, Lapi, Vol. I, 1889).
[27]. Città di Castello, Lapi ed., 1888.
[28]. Quanti spunti di vero e proprio umorismo in Poggio! Basterà ricordare il patto di quel buon'uomo col cantastorie di piazza per differir la morte di Ettore, che tanto lo addolorava; la risposta di quel cardinal di Spagna ai soldati della Santa Sede: «Ancora non ho fame»; la disperazione di quel bandito per la goccia di latte venutagli in gola durante la quaresima, ecc. ecc.