(infuriandosi, col sangue agli occhi).
Non lo ridica neanche per ischerzo, sa! Neanche per ischerzo! Ne ho d’avanzo d’uno!
Paolino
(subito, rimettendosi).
Non si inquieti.... non si inquieti, per carità! Dicevo.... dicevo per scusarmi....
Perella.
Un altro figlio! Starei fresco, starei....
Mentre si svolge questo dialogo tra Perella e il sig. Paolino, dietro, se ne svolge un altro, muto, tra Nonò e la madre. Nonò, finendo di piangere sotto l’imposizione del padre, è andato per rifugiarsi presso la madre; ma subito s’è arrestato con gli occhi e la bocca sbarrati nello scorgerla conciata a quel modo. La madre, allora, ha congiunto pietosamente le mani per pregarlo di non gridare il suo spavento e il suo stupore; poi, assalita dalla solita contrazione viscerale ha spalancato la bocca come un pesce e s’è recato subito il fazzoletto alla bocca, lasciando Nonò sbigottito a scuotere le manine per aria.
Perella
(come pentito chiamando).