Qua, Nonò! (Si volta, scorgendolo nell’atto di scuotere le manine) Oh! e che fai? (Guarda verso la moglie) Che cos’è? (Scorgendola così dipinta e scollata) Oh! e come.... tu?.... (Scoppia in un’interminabile, fragorosa, faticosissima risata, durante la quale il signor Paolino, alle sue spalle, serra le pugna, convulso; le apre, artigliate, per la tentazione di saltargli addosso e strozzarlo; mentre la signora Perella, avvilita, mortificata, atterrita, guarda a terra) Come ti.... come ti sei impiastricciata? ah! ah! ah! ah! una bertuccia.... ah! ah! ah! ah!... una bertuccia vestita, sull’organetto.... parola d’onore! (Le s’appressa, la prende per una mano; e la contempla sempre ridendo) Uh.... ma guarda!... (Le vede il seno scoperto) Uh.... abbondanza!... E che cos’è? (voltandosi verso il signor Paolino) Professore!... Ah! ah! ah! ah! E non ne è sbalordito anche lei, di questo magnifico spettacolo?
Paolino
(frenando a stento l’indignazione, con sorrisi spasmodici).
Nien.... niente affatto!... Scusi, perchè? Vedo che.... che la signora s’è.... s’è messa con una certa cura....
Perella.
Cura? La chiama cura, questa, lei? S’è mascherata! S’è.... (accennando al seno scoperto) s’è scodellata tutta! Ah! ah! ah! ah!
Signora Perella.
Ma Francesco.... Dio mio.... scusa....
Perella.
Ti sei forse mascherata così, per me? No, no, no, no, no! Ah, grazie! No, no, no, no, no! (Accennando al seno di lei) Puoi pure chiudere bottega! Non ne compero! (Voltandosi al signor Paolino) Passò quel tempo, Enea, caro professore! Non me ne sento più neanche toccar l’ugola!... (Alla moglie) Grazie, cara, grazie! Va’ va’ a lavarti la faccia, va’... Voglio andare subito a tavola, io! subito!