Pulejo

(ritirando la mano).

Ahi! Oh, mi fai male! Sei matto?

Paolino.

Ma per farti sentire com’è quando si parla degli altri! Li guardi da fuori, tu, gli altri; e non te n’interessi! Che cosa sono per te? Niente! Immagini che ti passano davanti, e basta! Dentro, dentro bisogna sentirli; immedesimarsi; provarne.... ecco, così.... (indica la mano che il dottore si liscia ancora) una sofferenza, facendola tua!

Pulejo.

Grazie tante, caro! Mi bastano le mie! Ognuno, le sue. Ma sai che sei buffo davvero? (ride guardandolo).

Paolino.

Esilarante, eh, lo so! Esilarantissimo. Lo so. La vista chiara, aperta, delle passioni — e siano anche le più tristi, le più angosciose — ha il potere, lo so, di promuovere le risa in tutti! Sfido! non le avete mai provate, o usi come siete a mascherarle (perchè siete tutti foderati di menzogna!), non le riconoscete più in un pover’uomo come me, che ha la sciagura di non saperle nascondere e dominare! Sèntimi! sèntimi, perdio! Dentro di te, sèntimi! Io soffro!

Pulejo.