Toti.

Ah, è per la gente? Tu parli della gente che ride? Ma ride per me la gente, e ride perchè non capisce, e io la lascio ridere perchè non me ne importa niente! Che n'hai da fare tu, se la gente ride? All'ultimo devi vedere chi riderà meglio! È l'invidia, figliuolo, credi a me, l'invidia di vederti a posto, tranquillo, sicuro del tuo avvenire....

Giacomino.

Sta bene, professore! Guardi.... se è così, guardi.... — lasci star me — ci sono tant'altri giovani che hanno bisogno di ajuto, professore!

Toti

ferito, ha un feroce scatto d'indignazione, gli va con le mani sulla faccia, poi l'afferra per il petto e lo scrolla e lo strappa.

Oh! che cosa? che cosa hai detto? È giovane, sì, Lillina. Ma è onesta, perdio! E tu lo sai! E nessuno meglio di te può saperlo! È qua, è qua, il suo male.

Si picchia forte sul cuore.

Dove credi che sia? Pezzo d'ingrato! Ah, la insulti ora per giunta? E non ti vergogni? non ne senti rimorso in faccia a me? tu? E per chi l'hai presa? Ah credi che ella possa passare dall'uno all'altro come niente? Madre di questo bambino, che tu sai bene di chi è! Ma che dici? Ma come puoi parlar così?

Giacomino.