Il capocomico. E come dovremmo dire allora? L'illusione da creare, qua, agli spettatori—
Il primo attore.—con la nostra rappresentazione—
Il capocomico.—l'illusione d'una realtà!
Il padre. Comprendo, signore. Forse lei, invece, non può comprendere noi. Mi scusi! Perché—veda—qua per lei e per i suoi attori si tratta soltanto—ed è giusto—del loro giuoco.
La prima attrice (interrompendo sdegnata). Ma che giuoco! Non siamo mica bambini! Qua si recita sul serio.
Il padre. Non dico di no. E intendo, infatti, il giuoco della loro arte, che deve dare appunto—come dice il signore—una perfetta illusione di realtà.
Il capocomico. Ecco, appunto!
Il padre. Ora, se lei pensa che noi come noi
indicherà sè e sommariamente gli altri cinque Personaggi
non abbiamo altra realtà fuori di questa illusione!