ora quella povera madre...

La figliastra (venendo avanti come trasognata). È vero, anch'io, anch'io signore, per tentarlo, tante volte, nella malinconia di quel suo scrittojo, all'ora del crepuscolo, quand'egli, abbandonato su una poltrona, non sapeva risolversi a girar la chiavetta della luce e lasciava che l'ombra gl'invadesse la stanza e che quell'ombra brulicasse di noi, che andavamo a tentarlo...

Come se si vedesse ancora là in quello scrittojo e avesse fastidio della presenza di tutti quegli Attori:

Se loro tutti se n'andassero! se ci lasciassero soli! La mamma lì, con quel figlio—io con quella bambina—quel ragazzo là sempre solo—e poi io con lui

indicherà appena il Padre

—e poi io sola, io sola... —in quell'ombra

balzerà a un tratto, come se nella visione che ha di sè, lucente in quell'ombra e viva, volesse afferrarsi

ah, la mia vita! Che scene, che scene andavamo a proporgli!—Io, io lo tentavo più di tutti!

Il padre. Già! Ma forse è stato per causa tua; appunto per codeste tue troppe insistenze, per le tue troppe incontinenze!

La figliastra. Ma che! Se egli stesso m'ha voluta così!