Verrà presso al Capocomico per dirgli come in confidenza:
Io credo che fu piuttosto, signore, per avvilimento o per sdegno del teatro, così come il pubblico solitamente lo vede e lo vuole...
Il capocomico. Andiamo avanti, andiamo avanti, santo Dio, e veniamo al fatto, signori miei!
La figliastra. Eh, ma mi pare, scusi, che di fatti ne abbia fin troppi, con la nostra entrata in casa di lui!
Indicherà il Padre.
Diceva che non poteva appendere i cartellini o cangiar di scena ogni cinque minuti!
Il capocomico. Già! Ma appunto! Combinarli, aggrupparli in un'azione simultanea e serrata, e non come pretende lei, che vuol vedere prima il suo fratellino che ritorna dalla scuola e s'aggira come un'ombra per le stanze, nascondendosi dietro gli usci a meditare un proposito, in cui—com'ha detto?—
La figliastra.—Si dissuga, signore, si dissuga tutto!
Il capocomico. Non ho mai sentito codesta parola! E va bene: «crescendo soltanto negli occhi», è vero?
La figliastra. Sissignore: eccolo lì!