LORI

Signorette maritate di fresco... E quando fu ministro poi, giovani mogli d’impiegati... (notando che il cameriere si turba, aggiunge subito furbescamente): Fui suo capo di gabinetto, e lo so... Posti di fiducia! Non s’ottengono, caro mio, se non a costo di passare sotto certe forche... (fa le corna, pallido e ridente, e gliele mostra. Il cameriere lo guarda sbigottito. Pausa).

CAMERIERE

(sospirando) Cose antiche, signor commendatore!

LORI

Ah! Abbiamo già i capelli bianchi... Acqua passata!... Ormai! (pausa) (Il Cameriere torna a guardarlo più che mai sbigottito e costernato. Ma egli è assorto, come se vedesse innanzi a sè sua moglie, giovine, là in quello scrittojo, e parla quasi tra sè): Era bella... Che occhi, quando parlava! S’accendeva tutta. (Con voce brillante e spiccata, e gesto d’evidenza) Lucida, precisa... (Poi con amore, come se carezzasse una lontana e riposta grazia di lei). E voleva dominare, con l’intelligenza. Ma una donna, quando è bella... Le si guardano gli occhi, la bocca... come è fatta... E si sorride a quelle labbra che parlano, senza badare a ciò che dicono. Se n’accorgeva subito, lei, e se ne stizziva; ma, poi — donna — sorrideva di quello stesso sorriso di chi le guardava le labbra... Ciò che voleva dire rispondere al bacio che quegli occhi le davano... E allora... (Resta un po’ assorto; poi tentenna il capo e domanda) — Ma io solo? (Voltandosi d’improvviso, trasfigurato, verso il cameriere) Chi sa quante volte se la sarà stretta qua, lui, così, e baciata, eh?

CAMERIERE

(basito addirittura) Signor commendatore...

LORI

Eh via! Cose vecchie... Si sanno!