— Ma bada.... piano, — la ammonì la mamma. — E poi su, presto, senza indugiarti, eh?

Seguitò a dirglielo dalla finestra, mentre la bimba scendeva con passetti lesti, ma cauti, tenendo la testina bassa e sorridendo tra sè per la festa che s'aspettava dal suo grosso amico che dormiva ancora.

Giù, sotto la roccia, tutto raggruppato come una belva in agguato, era intanto Jaco Naca, col fucile. La bimba, svoltando, se lo trovò di faccia, all'improvviso, vicinissimo: ebbe appena il tempo di guardarlo con gli occhi spaventati: rintronò la fucilata, e la bimba cadde riversa, tra gli urli della madre e degli altri inquilini, che videro con raccapriccio rotolare il corpicciuolo giù per il pendìo fin presso al cane rimasto là, inerte, con le quattro zampe stirate.

IL SALTAMARTINO.

Prima che Fabio Feroni, non più assistito dal senno antico, si fosse indotto a prender moglie, per lunghi anni, mentre gli altri cercavano un po' di svago dalle consuete fatiche o in qualche passeggiata o nei caffè, da uomo solitario com'era allora, aveva trovato il suo spasso nel terrazzino della vecchia casa di scapolo, ove, tra tanti vasi di fiori, eran pur mosche assai e ragni e formiche e altri insetti, della cui vita s'interessava con curiosità e con amore.

Si spassava sopratutto assistendo agli sforzi sconnessi d'una vecchia tartaruga, la quale da parecchi anni s'ostinava, testarda e dura, a salire il primo dei tre gradini per cui da quel terrazzo si andava alla saletta da pranzo.

— Chi sa, — aveva pensato più volte il Feroni, — chi sa quali delizie s'immagina di trovare in quella saletta, se da tant'anni dura questa sua ostinazione!

Ecco, riuscita con sommo stento a superar l'alzata dello scalino, quando già poneva su l'orlo della pedata le zampette sbieche e raspava, raspava disperatamente per tirarsi su, tutt'a un tratto perdeva l'equilibrio, ricadeva giù riversa su la scaglia rocciosa.

Più d'una volta il Feroni, pur sicuro che essa, se alla fine avesse superato il primo, poi il secondo, poi il terzo scalino, fatto un giro nella saletta da pranzo, avrebbe voluto ritornar giù al battuto del terrazzo, la aveva presa e delicatamente posata sul primo scalino, premiando così la vana ostinazione di tanti anni.

Ma aveva con meraviglia esperimentato che la tartaruga, o per paura o per diffidenza, non aveva voluto mai avvalersi di quel suo ajuto e, ritratte la testa e le zampe entro la scaglia, se n'era per un gran pezzo rimasta lì come pietra, e poi, pian piano voltandosi, s'era rifatta all'orlo dello scalino, dando segni non dubbii di volerne discendere.