Ma il morente seguitò a guardarlo ancora un pezzo, accigliato; poi contrasse, come in un mezzo sorriso, la sola guancia sinistra e aprì alquanto la bocca da questo lato; si provò a far più volte spracche con la lingua inceppata, come se volesse inghiottire, ed emise un suono inarticolato, tra il gemito e il sospiro, richiudendo lentamente le pàlpebre.
— M'ha riconosciuto! — disse allora piano Carlo Naldi agl'infermieri seduti alle sponde del letto, quasi non credendo a se stesso. — Vuol parlare, e non può! M'ha riconosciuto!
Sopraffatto di nuovo dal coma, il moribondo si rimise subito dopo a rantolare.
— Dottore, ha visto? M'ha riconosciuto! — ripetè il Naldi al giovine medico Matteo Bax lasciato di guardia dagli altri tre medici curanti.
— Come no? Sissignore! — disse il Bax, sorgendo in piedi militarmente e sgranando gli occhi ceruli, vitrei, da matto.
— Stia, stia seduto....
— No, dovere, che c'entra? La conoscenza, nossignore, non l'ha perduta ancora del tutto. Ogni tanto, qualche lucido intervallo....
— C'è speranza, dunque?
— Il caso è grave.... io parlo franco, sa? ma le speranze, nossignore, chi lo dice? non sono perdute.... Ancora io non dispero, ecco. Però è un caso d'embolìa cerebrale, e....
— Ah, — fece, accostandosi con timida curiosità, in punta di piedi, il Deodati, venuto dall'altra stanza per assistere, non ostante il puzzo, alla scena commovente tra i due fratelli. — Non è colpo apopletico?