Il fratello del moribondo si teneva discosto, seduto su una poltroncina: gli faceva male un dente, e fumava per stordire il dolore. Alcuni, vedendolo fumare, pensarono d'accendere il sigaro anche loro.
Soltanto il piccolo De Petri era in gran pensiero. Si doveva sì o no commissionare la cassa da morto? Nessuno ci pensava, e intanto.... Dove diavolo s'era cacciato quello sciocco presuntuoso del dottor Bax? E gli abiti per l'ultima vestizione? Al povero Naldi toccava anche di morire fuori della propria casa! Bisognava mandar qualcuno a cercare questi abiti. E un altro pensiero ancora: gli annunzi funebri, a stampa....
— Se non ci si pensa prima, a queste cose.,.. — diceva piano a tutti il piccolo De Petri.
S'era portato con sè il registro degli elettori del Comune, e su un tavolinetto, insieme col giovine biondo molto pallido, passava in rassegna e segnava col lapis il nome di coloro a cui si doveva inviare la partecipazione di morte del Naldi. In quella cernita la sua lingua maledica trovò quasi la pietra d'affilarsi. E, di tanto in tanto, a qualche nome, diceva:
— No, a questo cornuto, no!
E, a qualche altro:
— No, a questo ladro neppure!
L'onorevole Delfante sciolse finalmente la seduta; rientrò nella stanza e strinse di nuovo la mano a Carlo Naldi:
— Coraggio, fratello mio!
Prima d'andarsene, volle rivedere il moribondo. E al dottor Bax che gli stava accanto domandò: