— Ah sì? Morto? Quando? — domandarono quelli, delusi.

— Adesso.... all'alba....

— Perbacco! Se venivamo un po' prima.... Voi l'avete veduto? Com'è morto?

— Ah, terribile, miei cari! — rispose il Deodati. — S'è contorto, scrollato tre volte, come un serpe.... Poi s'è cangiato subito in volto; è diventato terreo.... Andate, andate.... ci sarà da fare.... I parenti son rimasti soli.... Noi caschiamo dal sonno: abbiamo vegliato tutta la notte.... Andate, andate....

Quei mattinieri fecero le viste d'andare. Ma, arrivati a un certo punto, si confessarono a vicenda di non aver cuore d'assistere allo strazio della vedova e degli altri parenti. Qualcuno manifestò il timore di riuscire importuno; altri l'inutilità della loro presenza.

Così nessuno andò.

Alcuni ritornarono a casa per rimettersi a dormire; altri vollero trar profitto dell'essersi levati così per tempo, facendosi una bella passeggiata per il viale all'uscita del paese, prima che il sole si fosse infocato.

— Ah, come si respira bene di mattina! Valgono più per la salute due passi fatti così di buon'ora, che camminare poi tutto il giorno in preda alle brighe quotidiane.

L'ABITO NUOVO.

Oh guarda, non ci aveva mai pensato il signor avvocato Boccanera. Ma come no? certissimo, uno dei tanti suoi abiti smessi, ancora in buono stato, avrebbe potuto regalarglielo. Non foss'altro, via, per un certo riguardo ai signori clienti che frequentavano lo studio. Non ci aveva mai pensato, perchè veramente — parola d'onore — non da lui soltanto, ma da tutti, quell'abito che il povero Crispucci indossava da tempo immemorabile non era più considerato come un vero e proprio abito, vale a dire come una cosa soprammessa al corpo, che si potesse cambiare, bensì come il pelame strappato e stinto d'un vecchio cane randagio, per esempio, o di qualche altra malinconica bestia, a piacere.