— Crispucci, ricòrdati! La camicia per mia sorella!
— La veste di seta per mia moglie!
— Il manicotto per la mia fidanzata!
— La piuma di struzzo per la mia figliuola!
Per istrada lo investì, con la faccia più scolorita che mai dalla bile:
— Ma perchè fate tante sciocchezze? Perchè seminate la roba così? Che porta scritta forse in qualche parte la provenienza? Vi tocca una fortuna come questa, e ne profittate così? Siete impazzito?
Crispucci si fermò un momento a guatarlo di traverso.
— Fortuna! fortuna! fortuna! — ribattè quello. — Fortuna prima e fortuna adesso! Ma scusate, non vi sembra una gran fortuna che vi siate liberato, tant'anni fa, d'una moglie come quella? Vi scappò di casa.... so che vi scappò di casa, tant'anni fa!
— Te ne sei informato?
— Me ne sono informato. Ebbene? Che noje, che impicci, che fastidii ne aveste più? Niente! Ora è morta; e non vi sembra un'altra fortuna, questa? Perdio! Non solo perchè è morta, ma anche perchè di stato vi fa cangiare! Ho sentito anche che c'è una cartella di rendita di diecimila lire.... Ventimila di gioje.... Altre cinque o sei mila ne caverete dai mobili e dal guardaroba.... Son vicine a quarantamila, perdio! che volete di più? Non saltate? non ballate? Dite sul serio?