Perchè volevi anche tu! Perchè volevi anche tu!

Ersilia

No! Perchè avrei finito, dietro le tue tentazioni infami e le tue insistenze, per volerlo anch'io — ecco, così devi dire! — Esasperata, per non farlo sentire, di là, a tua moglie.... — Ah, sono certa, ora, sono certa che una voce mi parlava dentro, mi diceva di quella seggiola, di non lasciarla lì, perchè la bambina che giocava con le sue cosine sul terrazzo, avrebbe potuto montarci e precipitare dalla ringhiera! — Non le potei dare ascolto, a quella voce, perchè tu — ti ricordi? — come un bruto, dalla porticina del terrazzo insistevi, insistevi! E ora me la sogno, me la sogno sempre — la vedo — là — quella seggiola — nel sogno ne ho l'incubo — non faccio mai a tempo a levarla.... (Scoppia in pianto. Pausa).

Grotti

(assorto, come per un bisogno di veder la sua vita fuori di quell'orrore, mentre Ersilia séguita a piangere, convulsa, sommessamente)

Io lavoravo.... io ero.... ero come.... come lontano da me, sempre.... tutto per gli altri.... non pensavo che a lavorare; per colmare il vuoto che sentivo nella mia vita, della casa come la sognavo e che non avevo potuto avere, per la donna in cui m'ero incontrato, triste, infermiccia, sgarbata. Venisti tu.... Come ti trattai, dapprima, come ti trattai?

Ersilia

(teneramente, tra il pianto)

Bene.

Grotti