Perchè avevo bisogno, quanto più mi sentivo angosciato da tutta la tristezza della mia vita, di far bene agli altri, di prendermi io tutto il peso, perchè gli altri vi respirassero leggeri, nella vita. Per questo bisogno di renderla bella agli altri, almeno, perchè io potessi goderne: io che non potevo. E come ti dipinsi agli occhi di lui, là, quando venne in crociera? che cosa non gli dissi di te, per farti bene, perchè egli si innamorasse! Fui anche più affettuoso che mai, allora, verso mia moglie, perchè anche lei fosse contenta, e disposta a favorire il vostro innamoramento, la buona riuscita di quel mio disegno per la tua fortuna, fatto solo per il piacere che mi sarebbe venuto dall'avertela procurata io, quella fortuna. — E quando vi vidi tutt'e due innamorati.... No, no — non fu perchè compresi che v'eravate abbandonati troppo, che tu t'eri data a lui.... — (questo indignò mia moglie, non me: le fece perdere ogni stima di te). —

Ersilia

Ma non m'ero mai data ad altri, io, prima! Fu una vertigine, una vertigine, là.... La sera prima ch'egli ripartisse!

Grotti

Lo so! Compatii.... Non pensai neppure di fartene una colpa. E non me ne sarei mai approfittato, se tu —

Ersilia

— io?

Grotti

(subito)

— non che l'abbia voluto! Ma.... non so.... come mi guardasti una volta, quando ci levammo di tavola.... Perchè tu non credevi! Sentii che tu non credevi che io avessi potuto essere così buono unicamente per fare la tua felicità. Ecco, ecco.... E per non credere questo, guastasti tutto! Perchè avevo più che mai bisogno, io, che tu credessi, per mantenermi, per vincere ogni tentazione —