Io non so ancora che cosa lei abbia scritto su lui, sulla moglie, su quella disgrazia.
Cantavalle
Vi posso giurare, signorina mia, che ho scritto fedelmente quello che m'avete detto voi, nè più nè meno. Col calore, sì, della commozione che ho provato, ma senza alterare d'un punto nè i dati nè i fatti. Potete vederlo voi stessa, del resto, leggendo il giornale.
Ludovico
(che s'è recato a frugare tra le carte della scrivania)
Devo averlo.... devo averlo....
Cantavalle
Non ve ne curate, Maestro, ve lo manderò io. (A Ersilia) Dovete vedere, scusate, signorina, l'attenzione che ho voluto avere per voi. Sono venuto qua per sapere come debbo regolarmi contro il reclamo e la minaccia di questo signore.
Ersilia
(balzando in piedi, con uno scatto convulso d'ira e d'indignazione, dice quasi a denti stretti)