L'ordine cronologico nel quale si sono avverati i fatti è quello che io ho seguito, ma nell'accertar questo io non ammisi altro elemento, non volli altro soccorso che quello della mia memoria. Una carta topografica di Milano di quell'epoca, per richiamare i nomi di qualche via secondaria, è tutto il corredo del quale mi sono servito. Io avrei potuto interrogare non poche persone di mia conoscenza intorno a determinati fatti che non mi parevano ben chiari, ma il timore che aggiungendo essi nuove circostanze ch'io più non poteva verificare, alterasse in me quella norma indeclinabile di non dire che quanto rammentava io stesso, fece sì che mi astenni da ogni interpellanza, preferendo o tacere, o dispensarmi dall'entrare in maggiori particolarità. Lo stesso devo dire dei nomi delle persone; di molte colle quali mi sono incontrato non conobbi mai il nome, e di quello d'altre allora conosciuto non seppi più risovvenirmi. Ora io ho preferito confessare la dimenticanza piuttosto che voler tentare di indicare tai nomi dopo 27 anni, poichè se fossi caduto in errore intorno al nome della persona, potevasi dubitare anche del fatto; infine io ho subordinato tutto alla condizione che deve campeggiare nel mio scritto, la verità.

È più specialmente presso i giovani che io vorrei trovar buona accoglienza. L'avidità di apprendere alcuni particolari di quelle memorabili giornate, dimostratami da taluni di essi, l'ebbi quale buono augurio e forse contribuì a farmi risolvere a scrivere questi Ricordi. Difficilmente si ripetono gli stessi fatti; ma le passioni umane essendo sempre le medesime possono generare circostanze egualmente difficili; or siccome in quei giorni fu necessario alla popolazione milanese spiegar coraggio, sobbarcarsi a privazioni e sacrifici, e ne uscì con gloria ed onore, è pur bene che i posteri abbiano avanti agli occhi quell'esempio de' loro padri e lo seguano.

Milano, 10 novembre 1874.

L. T.

CAPITOLO PRIMO

Cenni intorno alle cause che prepararono la rivoluzione — Cause generali comuni agli altri paesi d'Europa, cause italiane e cause speciali locali.

Il voler dare un'idea della sollevazione di Milano del marzo 1848, senza premettere alcuni cenni intorno alle cause che la generarono, sarebbe cosa irragionevole, anzi assurda. Un avvenimento così grande non poteva aver luogo senza cause o spinte adeguate, ed il conoscere queste è indispensabile anche per farsi ragione dei fatti medesimi; se non che questa investigazione preliminare non è cosa facile, e tanto meno poi l'assegnare alle diverse cause la parte che loro spetta e determinare come s'intrecciarono e come l'una reagì sull'altra. Non pertanto è giocoforza incominciare con simile investigazione, ed io mi studierò di venirne a capo colla maggior brevità possibile.

Credo sia difficile il solo annunciare tutte le cause che hanno contribuito a produrre quell'avvenimento, ma esaminando l'effetto di ciascuna, credo che si possa dire che talune furono generali, ossia cause che conviene cercare nello spirito dominante del tempo, non già solo in Italia, ma nell'Europa intera; altre possono dirsi italiane, altre infine locali.

Coloro che hanno vissuto in quell'epoca non dureranno fatica a richiamare alla mente quello stato di cose, quell'insieme veramente eccezionale, che presentò non solo il 1848 ma già prima tutto il 1847. Ad un periodo di apparente ristagnamento politico ed al progresso regolare ma senza scosse nello sviluppo delle idee di libertà ed indipendenza, come nello sviluppo delle industrie e del commercio dell'intera Europa, che durò una generazione intera, ossia dal 1815 al 1845-46, subentrava un altro periodo che doveva comprendere esso pure lo spazio di una generazione, ma di un'attività e di un progresso straordinario che si svolse su ben altra scala, e dal lato politico e dal materiale.

Per quanto vasto sia il campo della storia che si misura a secoli, egli è indubitato che il trentennio che passò dal 1843-44 al 1873-74 rimarrà, fra i più memorabili nella storia per i grandi mutamenti sociali in tutta l'Europa, che cambiarono non solo la sua carta politica, ma le relazioni fra popolo e popolo, e modificarono usi ed abitudini penetrando da per tutto, influendo su tutto.