[4]. Si fecero due edizioni; la prima nel 1846 e la seconda nel 1847. Essendosi un mio correttore, che inclinava al rosso, permesso di far alterazioni nel testo, ordinai che si annullasse la prima edizione già stampata e si facesse la seconda; questa venne fatta, ma l'editore (Buonamico) trovò più comodo smerciarle entrambe e pagarmi poi con un fallimento. Benchè stampate a Losanna si datarono da Parigi.

[5]. Ora senatore del Regno.

[6]. Vedi [allegato N. 1].

[7]. Era un fabbricato con portici, che sorgeva sull'area dell'attuale piazza del Duomo, a sinistra di chi si presenta avanti alla facciata, lungo quanto la piazza ma stretto assai.

[8]. Così chiamavasi tutto il tratto che fiancheggia il Duomo venendo sino al così detto Leoncino di Porta Renza, e la denominazione di corsia de' Servi gli veniva dalla chiesa de' Servi, che sorgeva ove oggi trovasi la piazza S. Carlo. Ufficialmente dal 1825 in poi si chiamava corso Francesco, in onore dell'imperatore Francesco I, ma, nel fatto, il popolo lo chiamò sempre corsia de' Servi. E il medesimo tratto che chiamasi ora corso Vittorio Emanuele, e quella simpatica denominazione pose realmente in obblio l'antica secolare dei Servi.

[9]. L'attuale corso di Porta Venezia.

[10]. Il Delegato corrisponde al Prefetto, e copriva allora quella carica una distinta persona, il signor Antonio Bellati.

[11]. Guardia NazionaleLibertà di stampaGaranzie personali.

[12]. Gran Comando è il termine allora molto usato a Milano per indicare il grande palazzo, nella via di Brera, che, fino dai tempi di Napoleone I, servì sempre, come serve tuttora, di residenza al Comando Superiore militare.

[13]. S'intende a partire dal 1876 quando io scriveva.