[87]. Con questo nome chiamano una grotta sovra un monte della Provenza, in cui il popolo crede, troppo piamente, esser morta la Maddalena. Il Traduttore.

[88]. Questa impressione provai specialmente alla vista dei dipinti bisantini delle chiese di Venezia e di Ravenna.

[89]. Di San Vittore, a Marsiglia, più altro non rimane che l'alte sue muraglie, le torri quadrate, e le porte guernite di ferro, che eran destinate a proteggerlo dai Barbari. Altri Barbari son venuti a distruggere la badia. Il sotterraneo ha due o tre vôlti ancora e non più, e la cappella della Vergine Nera (nigra sum sed formosa). Sotto alcune di queste volte, si veggono qua e là sparsi frammenti di tombe, che hanno qualche rassomiglianza con le catacombe di Roma.

[90]. La Biblioteca reale può andar superba di parecchi manoscritti splendidi per gran ricchezza di legatura. Appartengon essi al nono e decimo secolo. Nella sala destinata al manoscritti greci, v'ha uno stupendo San Gregorio Nazianzeno, con miniature bisantine, tradizione dell'arte romana recata al sommo della perfezione; esso porta il numero 510.

[91]. Sant'Eligio fu orefice insieme e zecchiero di Dagoberto I, e nelle monete così di questo come di Clotario, si vede pur segnato il suo nome con l'abbreviatura Eligi. Il suo discepolo Dado o Adoeno (Saint-Ouen), gli scrisse la vita.

[92]. L'Accademia delle Iscrizioni premiò una delle mie Memorie Intorno allo Stato degli Ebrei nel medio evo, dov'io trattai in modo speciale l'argomento delle usure.

[93]. La gabelle imposte eran queste Salutaticum, Pontaticum, Ripaticum, Portulaticum, Cespitaticum. (V. Il Ducange a ciascuna di queste voci).

[94]. I papi principalmente si mostravano avversissimi al traffico degli schiavi. V. Epist. sancti Gregor. ad Brunechild. Duchesne, t. I, p. 902.

[95]. San Martino fu trasportato nel Chersoneso taurico,(Crimea) il dì 10 marzo 655.

[96]. Eugenio passò di vita il dì 1.º di giugno 657.