[241]. Si vede che l'Ariosto ha preso il suo Ferraù da Turpino; Il buon Turpino, com'egli dice. La cronaca latina il chiama Ferracutus.
[242]. Questi benefizi o fischi, come li chiamavano, furon doni di terre, fin dai primi Merovei, conceduti ai leudi, per acquistarseli; ma non si vuol confonderli co' feudi, perchè non erano ereditarii, anzi neppur vitalizii, e i re li davano e ripigliavano a voglia loro, come si può vedere nello opera del Dubos e del Mably. Il Traduttore.
[243]. Quanto alle cagioni di questo sì facil soggiogamento della nazione longobarda veggansi gli annali d'Italia del Muratori, all'anno 771, dove sono tutte, meglio che qui, ponderatamente riferite. Il Traduttore.
[244]. Questa osservazione, con perdono dell'autore, non è punto nuova, una anzi comunissima nella storia moderna, la quale ha cercato di stabilire nel papato la rappresentanza del principio popolare, che fu poi lungamente combattuto tra le sette dei Guelfi e del Ghibellini. Il Traduttore.
[245]. Voce spagnuola che significa montagne. Il Traduttore.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
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